Baltico Lettonia

Lettonia 2004, un sogno che diventa realtà

La Lettonia nell’ormai lontano 2004 si qualificò agli Europei portoghesi in maniera del tutto inaspettata, con una squadra colma di sconosciuti dai nomi impronunciabili. Lo stato baltico ottenne l’indipendenza solo nel 1991, dopo la dissoluzione dell’URSS. Da quell’anno al 2004 il campionato venne vinto sempre dallo Skonto Riga, firmando il record europeo di 13 campionati professionistici vinti consecutivamente. La società è poi fallita nel 2016.

Storia della nazionale

La prima partecipazione ad un torneo ufficiale risale alle Olimpiadi di Parigi del 1924: il paese dopo la fine della Prima Guerra Mondiale ottenne infatti l’indipendenza per circa 20 anni. Il torneo fu una disfatta per i biancorossi, che persero agli ottavi di finale(si beh in realtà era il primo turno) contro i padroni di casa per 7-0. Nel 1938, ultimo torneo prima di essere annesso all’URSS, i lettoni sfiorarono la qualificazione ai mondiali: fu fatale la sconfitta per 2-1 nello spareggio contro l’Austria. Il destino volle poi che gli austriaci non disputarono il mondiale a causa dell’Anschluss ma la rappresentativa baltica non fu chiamata a sostituirli.

Dopo circa mezzo secolo di dominazione russa, la Lettonia tornò a disputare le qualificazioni di un torneo mondiale: USA ’94. Il bottino fu di 5 miseri punti, frutto di 5 pareggi. Dopo diverse annate deludenti, i Sarkanbaltsarkanie raggiungono il loro punto più basso: per le qualificazioni ai mondiali asiatici del 2002, ottengono solo 4 punti tutti contro la modesta San Marino.

Squadra

Prima di parlare delle prestazioni nelle partite è a nostro parere corretto dare un’idea della formazione lettone. Partiamo dalla panchina dove troviamo Starkovs: su quest’uomo si potrebbe scrivere un libro, ma ci limitiamo a poche righe. Nel 2003 è stato premiato come giocatore lettone più forte di sempre, ma da allenatore riuscì a fare ancora meglio vincendo un totale di 22 trofei con lo Skonto Riga tra cui 11 campionati consecutivi. Un genio insomma.

L’ossatura della squadra è composta tutta da giocatori ex-Skonto o militanti negli stessi pluricampioni. Verpakovskis è forse il più noto, ma non vanno dimenticati i vari Astafjevs (capitano e giocatore con più presenze oggi in nazionale), Laizans (vincitore di una coppa UEFA con il CSKA), Prohorenkovs ed infine il portiere Kolinko. Ecco la formazione tipo.

(4-4-2)

Aleksandrs Koļinko

Igors Stepanovs Mihails Zemlinskis Oļegs Blagonadeždins Aleksandrs Isakovs

Imants Bleidelis Vitālijs Astafjevs (C) Andrejs Rubins Valentins Lobanovs(o Juris Laizans)

Māris Verpakovskis Andrejs Prohorenkovs

Possiamo iniziare il vero e proprio racconto.

Le Qualificazioni

Il sorteggio del girone a 5 squadre recitava: Svezia, Polonia, Ungheria, Lettonia, San Marino. Le prime due avevano disputato i mondiali di Giappone e Corea, ma comunque andò discretamente bene ai baltici. Nella prima partita del 7 settembre 2002 a Riga arrivano gli scandinavi: finì a reti bianche e sugli spalti la gente festeggiò come fosse una vittoria. Il 12 ottobre i baltici partirono per la trasferta contro la vicina Polonia, sebbene le previsioni non fossero delle più rosee arrivò lo 0-1 firmato da Verpakovskis, la stella della squadra. Il 20 novembre i lettoni espugnarono San Marino con lo stesso punteggio e si ritrovarono incredibilmente in vetta al girone.

Il 30 aprile 2003 tornarono in campo battendo per 3-0 sempre la piccola Repubblica. Il 7 giugno la prima sconfitta: a Budapest finì 3-1 per l’Ungheria. Il 6 settembre arrivano a Riga i polacchi, vogliosi di vendicare la sconfitta subita l’anno precedente. E l’obiettivo riuscì pienamente: 0-2 e mazzata tremenda per le ambizioni lettoni, a cui sarebbero serviti almeno 4 punti nelle ultime due partite. Nel primo incontro a Riga arrivò per il ritorno la nobile decaduta Ungheria che venne battuta con un secco 3-1, mentre nell’altro incontro la Svezia vinse in Polonia per 2-0. La classifica recitava ora:

Svezia 17
Lettonia 13
Ungheria 11
Polonia 10

Gli ungheresi ospitavano per l’ultima gara i polacchi, mentre gli svedesi i nostri biancorossi: ancora un gol del protagonista di questa avventura, Verpakovskis, ed i lettoni si qualificarono agli spareggi. Nell’altro incontro la Polonia vinse inutilmente.

Grazie a queste prestazioni molti giocatori furono acquistati da diverse squadre europee: Verpakovskis fu il primo, acquistato dalla Dinamo Kiev.

Lo Spareggio

Lettonia-Turchia, la terza squadra al mondo due anni prima contro un Paese di circa 2 milioni di abitanti. Golia contro Davide. Nell’andata, a Riga, giunse una vittoria importantissima per uno a zero (indovinate chi fu il marcatore?). Al ritorno, ad Istanbul, l’inferno attendeva i lettoni.

Al minuto 20 Mansiz sigla il vantaggio ottomano, al minuto 64 l’ex Inter Hakan Sukur firma il raddoppio. La favola sembra non abbia un lieto fine ed invece un minuto dopo Laizans segna il gol che farebbe passare la Lettonia, mentre al minuto 76 il solito Verpakovskis ammutolisce l’intera Turchia, prenotando i biglietti per Euro 2004. Starkovs a fine partita trattiene a stento la gioia per questo risultato storico.

13 gol fatti (6 da Verpakovskis) ed 8 subiti in 10 partite: il peggior attacco tra le qualificate, ma anche un’invidiabile difesa fondamentale per la qualificazione.

Euro 2004

In un girone mostruoso con Repubblica Ceca (all’epoca fortissima), Germania (finalista ai Mondiali due anni prima) e Paesi Bassi la piccola Lettonia era a dir poco fuoriluogo.

E però la squadra si comportò meglio di quanto chiunque pensasse.
Prima partita, di fronte la Repubblica Ceca delle stelle: Nedved, pallone d’oro qualche mese prima, Cech e Rosicky tra i più noti, oltre a Jankulovski, Baros e tanti altri. Dopo un primo tempo combattuto la Lettonia passò addirittura in vantaggio? Con chi? Verpakovskis.
Non fu sufficiente però: fino al 73′ ci fu una resistenza eroica, ma alla fine i baltici dovettero capitolare. Baros e Heinz segnarono e la Repubblica Ceca vinse.

Nella gara successiva l’apoteosi: la Germanai di Kahn, Ballack e un giovane Lahm fu fermata con un insperato pareggio a reti bianche. In patria festa grande per il primo risultato positivo in una grande manifestazione. Lo zenit della storia calcistica lettone: nell’ultima partita ci fu una pesante sconfitta per 3-0 contro i Paesi Bassi, la Lettonia chiuse dunque ultima nel girone con 1 punto.

Fino ai giorni nostri

Come detto prima, molti giocatori furono acquistati in giro per l’Europa e lo stesso Starkovs si dimise per allenare i russi dello Spartak Mosca. La nazionale sfiorò la qualificazione ai mondiali del 2010, ma fu fatale la sconfitta nell’ultima partita in Grecia. Sulla panchina era tornato lo stesso Starkovs. Un’ulteriore impresa se consideriamo ciò che venne in seguito.

La Lettonia naviga oggi tra pochissimi alti e molti bassi, la formazione è un mix di giocatori militanti all’estero e altri nel campionato locale. Molti nostalgici rimpiangono quella nazionale formata quasi esclusivamente da giocatori dello Skonto e visti i risultati è difficile non dare loro ragione…

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Matteo Baltico
Amo il calcio e tutto ciò che concerne l'Est Europa, tanto che ho deciso di fondare questa pagina nel luglio del 2018. Amo parlare di questo tipo di calcio, ma adoro questo magnifico sport senza nè limiti e confini spaziando dal Laos sino a Cuba. Fin qua nulla di speciale, ma quanta gente conoscete che guarda il campionato kirghizo e tagiko? Ecco, ne avete trovato uno...
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