BUM Interviste Moldova

Lo Zimbru gioca italiano: il sardo Giovanni Scanu alla guida della gloriosa squadra moldava

Abbiamo avuto l’onore di intervistare Giovanni Scanu, tecnico nuorese che ad inizio febbraio è diventato la nuova guida dello Zimbru, una delle squadre più gloriose di Moldavia che ora allena in Divizia Națională, la prima serie.

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Mister Scanu in azione

Buonasera Giovanni! Innanzitutto grazie di averci concesso questa intervista. Come sta?

Bene, grazie mille. Oggi sono un po’ stanco perché abbiamo fatto una doppia sessione di allenamento e torno da un colloquio con il presidente.

Presidente (Luciano Giua, ndr) che è sardo come lei, giusto? È anche grazie a lui che ha intrapreso questa esperienza nella capitale moldava?

Si. Da una decina di anni faccio questo mestiere come primo allenatore e quando eravamo in Sardegna, ad Alghero in Serie C, lavoravamo assieme ed eravamo in buoni rapporti. Mi ha proposto alla dirigenza moldava che non aveva nulla da obiettare e l’intero processo si è svolto molto rapidamente.

Il presidente è italiano ma la proprietà è moldava…

Si. Il proprietario è un uomo molto influente in città.

Quanti allenamenti ha diretto con la squadra? Com’è stato il suo primo impatto?

Stiamo lavorando da inizio febbraio. Sono molto soddisfatto della squadra e dell’atteggiamento dei ragazzi: sono giovani e seri e hanno accolto con favore la mia metodologia. A loro dire prima la preparazione fisica era meno accentuata.

A cosa crede che ciò sia dovuto?

Ogni Paese ha metodologie ed idee di calcio differenti. Ho allenato in posti molto diversi come la Lituania, il Brasile o il Bangladesh e ognuno ha il suo modo di intendere la questione.

Lei ha vissuto e lavorato in posti assai diversi: dall’Italia alla Lituania, e poi Nigeria, Ungheria, Brasile, Bangladesh Moldavia…come si è sviluppata questa sua carriera da allenatore giramondo?

Ho fatto tanti anni da secondo in Sardegna. Poi nel 2012 è arrivata una chiamata dalla massima serie lituana: avevo un amico nella società, cercavano un allenatore italiano ed evidentemente facevo al caso loro. È andata davvero bene: abbiamo ottenuto una salvezza miracolosa. Da lì ho iniziato a farmi conoscere e ho avuto modo di fare altre esperienze.

E tra tutte forse lo Zimbru è il club più blasonato…

Certo. Questa è la squadra più blasonata di Moldavia. Anche in Nigeria e in Bangladesh ho allenato squadre da titolo ma lo Zimbru, che ovviamente conoscevo già prima, ha giocato le Coppe europee in passato ed ha vinto diversi campionati: è una grande opportunità per me.

La sua nuova squadra dispone di un eccellente stadio: è soddisfatto delle strutture che ha a disposizione?

Certamente! Il nostro stadio, in cui gioca anche la Nazionale, è bellissimo. Il centro sportivo è di grande qualità e abbiamo anche un hotel di proprietà dove fare il ritiro: molte squadre della stessa Serie A italiana non dispongono di tutto questo lusso!

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Quali sono le aspettative per la stagione? Lo scorso anno è stato molto negativo quanto a risultati.

Bisogna avere pazienza. I ragazzi sono giovani…inoltre non ho avuto ancora il tempo di capire bene quali siano i punti di forza di questa squadra: dopo una sola settimana sarebbe riduttivo parlarne. In ogni caso abbiamo molto tempo per lavorare visto che il campionato inizia tra un mese ed il calciomercato qui dura fino ad aprile.

Qual è il suo modulo preferito?

Io ho la mia filosofia e la mia metodologia ma essa va adattata alla squadra con cui ho a che fare. Non è detto che ciò che piace a me porti beneficio alla squadra: ad esempio amo il 4-3-3 ma esso non necessariamente ti fa vincere le partite. Dipende dalle circostanze.

Arriverà qualcuno dall’Italia?

Sicuramente. Non posso espormi sui nomi ma la squadra sarà integrata da alcuni giocatori e ci saranno degli italiani.

Conosceva la Moldavia e Chisinau prima di allenare lo Zimbru?

No, e dopo una settimana non ho ancora avuto modo di visitare la capitale che mi dicono sia bella. Non ero mai stato in Moldavia ma la mia prima impressione è buona, la gente è cordiale e le persone che ho incontrato finora non mi hanno fatto mancare niente.

Di tutti i Paesi in cui ha allenato ce n’è uno in cui si è trovato meglio, sportivamente e non?

No, io mi trovo bene dappertutto. Ovviamente la Lituania, in cui ho vissuto per tre anni, ha un posto nel mio cuore ma anche altrove sono stato bene. Gli stili di vita e di intendere lo sport sono molto diversi: in Brasile come potete immaginare il calcio è tutto, la gente gioca per strada, ma anche in Nigeria e in Ungheria ho vissuto belle esperienze. L’unica eccezione è il Bangladesh, dove ho avuto problemi con la dirigenza. Con i calciatori invece non ho avuto nulla da ridire.

Segue sempre il calcio italiano e sardo?

Ovviamente!

Ringraziamo infinitamente l’allenatore per averci concesso questa intervista e gli auguriamo una stagione di successi alla guida dello Zimbru.

Andrea Giuseppe Tommasi
Appassionato di storia russa e di calcio, le competenze cultural-sportive di Andrea non si limitano solo all'Europa dell'Est ma spaziano dall'Eredivisie al campionato mongolo. Ora basta incensarmi però che è l'una di notte e sono ancora sveglio solo perché se no non digerisco la polenta.

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