BUM Interviste Moldova

Quale futuro per lo Zimbru e per il campionato moldavo 2020? Mister Giovanni Scanu racconta

Quasi tutti i campionati sono fermi e non si sa quando si ripartirà. Alcuni, come quello moldavo, prima delle misure restrittive dovevano ancora iniziare e nei prossimi mesi vi saranno sicuramente stravolgimenti a livello economico e sportivo. La situazione è ancora più bizzarra per lo Zimbru, prestigiosa squadra di Chisinau che prima dello scoppio dell’epidemia aveva allestito un progetto ambizioso salvo poi dover interrompere tutto. Non tutto è perduto però: abbiamo cercato di capirne qualcosa con Giovanni Scanu, allenatore sardo da gennaio alla guida dei Bisonti, che ci ha informato degli ultimi sviluppi oltre a spiegarci la sua situazione professionale. Lo ringraziamo fin da subito per la gentilezza e per il tempo concessoci.

Buongiorno, sig. Scanu. La situazione per quanto riguarda il suo club e l’intero movimento moldavo è un po’ complicata al momento. Lei è in carica da due mesi: com’era la situazione al suo arrivo?

Buongiorno. Prima del mio arrivo l’allenatore, Pochesci, era stato esonerato per dei disaccordi con il presidente. Successivamente ho cominciato a lavorare io e mi trovavo molto bene ma per le vicende di cui sarete a conoscenza tutto è stato interrotto. Il virus ha scombussolato un po’ tutto e ad oggi nessuno sa se e come si disputerà il campionato 2020 (ricordiamo che in Moldavia il torneo segue l’anno solare e che l’attuale non era ancora iniziato ndr).

Qui si intersecano dunque due temi: quello relativo allo Zimbru, la sua squadra, e quello relativo alla massima serie moldava in sé. Partiamo da quest’ultima e dalle prospettive per il campionato 2020: immagino che le dinamiche siano le stesse in tanti tornei della stessa magnitudine.

La Federazione per ora ha fermato tutte le attività fino a metà maggio. Ciò significa che nel miglior scenario possibile, quello in cui tornassimo ad allenarci da quella data, potremmo iniziare il torneo solo da fine giugno visto che abbiamo bisogno di tempo per entrare in condizione. E non c’è il tempo materiale per disputare un torneo di 36 partite in 6 mesi, anche considerando che alcune squadre dovranno disputare i preliminari europei. Sarà un torneo per forza di cose più corto e con meno squadre e gireranno meno soldi, così che anche i contratti per i dipendenti e i giocatori dovranno essere ridisegnati.

Le squadre concordano sulla questione dei contratti?

Si, perché al momento non ci sono le risorse per poter pagare tutte le mensilità. Gli sponsor del campionato non pagheranno mai la stessa cifra per un torneo di forse 18 partite, idem gli sponsor delle squadre: tutti stanno cercando di far decadere i contratti dei giocatori e probabilmente si arriverà ad una rinegoziazione.

Qual è la sua situazione al momento?

Questa settimana ho un incontro con la dirigenza per capire quali sono i possibili scenari. Io ho bisogno di sapere entro un mese quale sarà il mio futuro perché ho anche altre proposte dall’estero e devo decidere cosa fare, compatibilmente con le decisioni delle autorità.

Lei in questo momento infatti non si trova in Moldavia…

No, sto passando la quarantena a Napoli. Dalla Moldavia non si può né entrare né uscire.

Che proposte ha ricevuto e cosa le piacerebbe fare in futuro?

Lo Zimbru è la squadra più prestigiosa che ho allenato finora e mi piacerebbe molto continuare a lavorarci anche per il feeling che si è instaurato con i giocatori: ho un contratto fino a dicembre e vorrei onorarlo. Mi trovo benissimo ma ovviamente devo valutare delle alternative nel caso in cui il campionato non si disputi o la situazione contrattuale non sia soddisfacente. In questo momento però ho una proposta dal Portogallo, una importante dalla Costa d’Avorio ed una con una Nazionale maggiore.

Qual è la situazione degli altri allenatori della massima serie moldava?

Siamo tutti nell’incertezza ma loro sono moldavi ed hanno comunque meno “mercato”: il loro futuro con tutta probabilità sarà lì.

Che progetti avevate per la stagione attuale?

La squadra è stata costruita per raggiungere l’Europa. C’è stato un cambio netto rispetto alla scorsa stagione (in cui la squadra è giunta nona su dieci ndr) e i risultati del precampionato lo dimostrano: nelle cinque partite disputate in Coppa Federale abbiamo vinto tre volte e perso una sola contro altre compagini della Diviza Nationala. Risultati importanti, ed avevo appena preso in mano la squadra. Mancava ancora qualche innesto di peso che avevamo già individuato.

La squadra la seguiva e amava lavorare con lei…

È una delle esperienze nella mia carriera in cui ho avvertito di più un senso di grande complicità ed unità di intenti. I giocatori sono in media molto giovani: tantissimi dal ’99 in giù, avevano esordito anche ragazzi del 2003 e del 2004. Ci sono elementi dell’Under 21 moldava e di altre selezioni nazionali giovanili a cui si sarebbero dovuti integrare 4-5 uomini di esperienza. Quando sono arrivato ho messo in chiaro subito che io mi sarei adeguato alla loro cultura e loro alla mia metodologia e così è stato.

Quali sono alcuni elementi che si distinguono?

Uno è sicuramente Alexandru Gau, capitano dell’Under 17 moldava, di cui si sentirà parlare. Un altro è Vadim Yakovlev, capitano dell’Under 18 del Kazakistan seguito anche da squadre più importanti. E poi altri giocatori come Smalenia o Fortuna.

A dispetto dei problemi che ci sono stati finora mi sembra di capire che lei ama lavorare in Moldavia.

Si, anche se finora è stata breve è stata un’esperienza molto importante: apprezzo anche il lavoro della Federazione che collabora benissimo con i club e con la Nazionale. Sta investendo molto, organizzando anche molti tornei giovanili ed accademie.

Alcune considerazioni finali sul 2020 calcistico?

Credo che a livello calcistico il 2020 sia un anno andato per tutti. Sia per i club sia per le Nazionali, sia a livello di campionati nazionali sia a livello di tornei europei. Ho sentito che si parlava di una Final 4 per la Champions e per l’Europa League visto che sarà molto difficile concludere il calendario attuale. Si parlava di Istanbul e Danzica, ma non si sa ancora. Tutti sono in attesa di indicazioni dai governi e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Per ora ciò che possiamo fare è aspettare e capire che dobbiamo stare a casa.

In ultima crede che il danno ai tornei sia più grande per quelli che si sono disputati da settembre a maggio o per quelli come il moldavo che si disputano nell’anno solare?

Indubbiamente per i tornei che si disputano nell’anno solare. Almeno gli altri si sono disputati per una buona parte: per i primi invece non si sa ancora nulla.

Andrea Giuseppe Tommasi
Appassionato di storia russa e di calcio, le competenze cultural-sportive di Andrea non si limitano solo all'Europa dell'Est ma spaziano dall'Eredivisie al campionato mongolo. Ora basta incensarmi però che è l'una di notte e sono ancora sveglio solo perché se no non digerisco la polenta.

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