Baltico Estonia Interviste

Una telefonata a Max, varesotto campione d’Estonia

Abbiamo oggi intervistato Maximiliano Uggé, difensore del Gozzano (serie C) trasferitosi da poco dopo un’esperienza di ben sette anni tra Suduva (Lituania) e Nomme Kalju (Estonia): due squadre che conosciamo discretamente bene, seguendo regolarmente il calcio di queste latitudini e conoscendo di persona alcuni dei protagonisti. Grazie anche al giornalista Francesco Beltrami abbiamo contattato Max che, di ritorno dall’allenamento, ha risposto a tutte le nostre domande.

Alcune pillole sulla carriera di Max: padre italiano, madre russa, è cresciuto nel vivaio dell’Inter per poi affermarsi in Serie C con le maglie di Monza e Lecco. Ha fatto parte delle selezioni giovanili dell’Italia ed è poi emigrato nei Paesi Baltici dove ha conquistato un Campionato Estone ed una Supercoppa d’Estonia. Dopo sette anni è tornato in Italia dove è un punto fermo del Gozzano, squadra che disputa il girone A di Serie C e che si sta consolidando nella nostra terza serie.

Vogliamo inoltre dare credito a Francesco Beltrami, giornalista sportivo che ci ha permesso di contattare Maximiliano. Francesco, freelance che segue quasi ogni tipo di sport, festeggerà l’anno prossimo i 30 anni di giornalismo dopo gli inizi alla Prealpina nel 1990. Attualmente collabora con l’Azione e L’Informatore, settimanali novaresi, il web magazine sportivo legato al Fatto Quotidiano Io Gioco Pulito, il portale dedicato al ciclismo Suiveur e quello dedicato alle arti marziali Fightingzone.it.

Ci fa piacere infine citare il Gozzano, sua squadra attuale, che grazie ad una dirigenza seria sta disputando sempre più stagioni tra i professionisti.

Maximiliano, dopo le giovanili all’Inter e alcune esperienze in C ti sei trasferito al Suduva, squadra lituana che allora si stava affermando come una delle più forti del paese e che al momento è la più titolata della storia recente lituana. Perché questa scelta?

Era la scelta giusta da fare per la mia carriera, il Suduva era ed è una società calcisticamente ad un buon livello e già allora disputava i preliminari di Europa League. Anche se la città, Marijampole, è più un paesotto che un centro di grandi dimensioni trasferirsi lì, dove sono rimasto tre anni, è stata una decisione positiva: in Serie C le regole federali sull’impiego dei giovani cominciavano a penalizzarmi e quindi sono partito.

Ti sei quindi trasferito al Nomme Kalju, squadra di Tallinn, Estonia. Perché questa scelta?

Anche il livello del Nomme era buono e la squadra disputava i preliminari europei. Il Suduva inoltre in quel momento voleva puntare molto sui giovani lituani e per me non c’era più tanto spazio.

Alla fine della scorsa estate ti sei trasferito a Gozzano. Questa scelta è stata compiuta solo ai fini di carriera o volevi espressamente tornare in Italia?

Dopo sette anni all’estero volevo tornare in Italia anche per motivi familiari. Il Gozzano comunque è anch’esso squadra di buon livello e qui mi trovo bene, vediamo come proseguirà. Per il momento anche questa è stata una scelta giusta.

Il Gozzano è una società che fino a poco tempo fa militava in D e solo un anno fa ha disputato la sua prima stagione tra i professionisti…

(Interviene Francesco Beltrami, giornalista sp ortivo che ci ha messo in contatto con Max) Si. Gozzano ha poco più di 5000 abitanti e nessuno si aspettava che un anno e mezzo fa potesse vincere il campionato di Serie D. Dopo un anno in C mancano ancora alcuni tasselli ma questa è la seconda stagione e la realtà si sta affermando grazie ad una dirigenza serie, nonostante il patron sia morto la scorsa estate.

Quali sono le differenze più importanti tra il calcio nei Paesi Baltici e la nostra Serie C?

Per quanto riguarda l’ambiente lì hai meno pressioni, anche se persino lì quando la squadra va male la tensione si alza.

In Lituania e in Estonia sono leggermente più indietro tatticamente, anche se negli ultimi anni stanno recuperando. Come livello però le prime tre/quattro squadre di entrambi i Paesi potrebbero tranquillamente competere nella nostra Serie C e anzi fare molto bene.

Immaginiamo anche grazie ai proventi dell’UEFA… (la partecipazione ai preliminari di Champions ed Europa League garantisce entrate economiche importantissime tramite cui le squadre di vertice riescono a mantenere ampio il gap con le concorrenti ndr)

Esattamente.

Tua madre è russa: ha influito questo in qualche modo sulla scelta di trasferirti nei Paesi Baltici?

Per nulla. Parlo il russo ma la scelta è stata puramente tecnica.

Quali sono i calciatori più forti con cui hai mai giocato?

In Italia non so da dove cominciare. Sono della classe 1991 e nelle giovanili dell’Inter e nelle Under della Nazionale c’erano giovani come Destro, Balotelli, Santon, Florenzi…
In Estonia invece i più forti erano Liliu, brasiliano ora al Brommapojkarna (Svezia) e Reginald, francese che ora gioca ancora lì.

Qual è stato il momento più emozionante in carriera a livello di squadra e a livello personale?

A livello di squadra è stato sicuramente la vittoria del campionato con il Nomme ottenuta lo scorso anno senza perdere nemmeno una partita. A livello personale invece sono stati il gol che ho segnato negli scorsi preliminari di Champions in casa dello Shkendija al 90’ che ci ha permesso di accedere al turno successivo e la gara disputata in casa del Celtic davanti a 55.000 spettatori sempre lo scorso agosto.

Andrea Giuseppe Tommasi
Appassionato di storia russa e di calcio, le competenze cultural-sportive di Andrea non si limitano solo all'Europa dell'Est ma spaziano dall'Eredivisie al campionato mongolo. Ora basta incensarmi però che è l'una di notte e sono ancora sveglio solo perché se no non digerisco la polenta.

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