Armenia Caucaso Interviste

Com’è lavorare nel professionismo armeno? Intervista a Ciro, preparatore atletico italiano del Pyunik!

Ciao, grazie di averci concesso questa intervista.

Partiamo dalle basi, come sei finito in Armenia? Avevi esperienze prima di andare nel paese caucasico?

Una lunga storia, in seguito al normale percorso Universitario in Scienze Motorie (Triennale + Specialistica) ho frequentato un corso di specializzazione “Master in Teoria e Tecniche della Preparazione Atletica nel Calcio” presso l’Università di Pisa. Percorso di formazione di altissima qualità, che mi ha aperto gli occhi sul mondo della ricerca scientifica applicata allo sport. Di conseguenza ho deciso di intraprendere il percorso di Dottorato presso l’Università di Urbino, per sviluppare il mio progetto di ricerca, grazie al Prof R. Izzo (Docente di Analisi della Performance) sono entrato in contatto l’Ing. Mirko Marcolini, CEO della K-Sport Universal (azienda che si occupa di analisi della performance sportiva). Ho collaborato con la K-Sport per 2 anni, durante i quali ho avuto l’occasione di poter utilizzare le più innovative strumentazioni per l’analisi dello sport. Negli ultimi mesi del 2017 il Pyunik F.C, ha acquistato dalla K-Sport dei GPS per la monitorizzazione di allenamenti e partite, chiedendo la possibilità di avere un periodo di formazione di 2 mesi con un esperto, per questo motivo a Gennaio 2018 mi sono trasferito a Yerevan, durante l’inizio del periodo della preparazione invernale (il campionato armeno si ferma per la pausa invernale da inizio Dicembre fino a fine febbraio). Terminati i 2 mesi di formazione, la società mi ha offerto un contratto come Preparatore Atletico ed Analista dati, ho accettato immediatamente perché ero entusiasta di poter lavorare per una squadra professionistica.

Per quanto riguarda la domande sulle mie precedenti esperienze, durante il mio percorsi di studi ho lavorato principalmente in due società sportive, la prima l’U.S Tolentino 1919 (Eccellenza Marche) la squadra della mia città, come preparatore atletico della squadra Juniores (3 anni) e successivamente mi sono spostato nella K-Sport Academy (1° Categoria Marche, Girone A) dove lavoravo per la K-Sport nel dipartimento di ricerca e sviluppo.

Hai trovato grandi differenze tra le strutture dell’eccellenza italiana e quelle di un club prestigioso in patria come il Pyunik?

Il discorso strutture è molto complesso, per quanto riguarda il Pyunik, il nostro centro sportivo ospita una campo sintetico provvisto di tribuna, usato per gli allenamenti (nei mesi invernali lo utilizziamo anche per le gare), un campo di calcio a 7, ed un campo naturale dove ci alleniamo durante il periodo estivo. Le altre società che posseggono un centro sportivo di proprietà sono il Banants, il Lori, l’Ararat e lo Shirak le altre squadre si appoggiano su campi privati o in quelli della federazione armena. Le strutture del Banants (con stadio annesso) e della Federazione Armena sono di primissimo livello, due girglieli anche se paragonati con le strutture della serie A italiana. È importante far presente che il campionato Armeno è composto da 9 squadre di cui solo due sono al di fuori della capitale. Per quanto riguarda il livello degli stadi, li possiamo paragonare con l’eccellenza Italiana, l’unico stadio di livello Europeo e il Vazgen Sargsyan, che ospita la Nazionale Armena, il Pyunik e l’Ararat Armenia. Nota a margine per lo stadio Hrazdan ed i suoi 54.208 posti a sedere, in precedenza stadio della Nazionale Armena e del Pyunik, ormai però lasciato in disuso da circa 3-4 anni per via degli alti costi di gestione.

Hai portato nuovi metodi di lavoro presso lo staff armeno? Ne hai appresi di nuovi?

Il Pyunik è stato il primo club armeno ad acquistare il sistema di monitoraggio GPS, per questo l’approccio legato all’analisi del carico di lavoro e delle performance di gara non era mai stato utilizzato da queste parti, quindi posso dire di essere stato il primo, nei mesi successivi al mio arrivo sia la nazionale armena che l’Ararat Armenia hanno acquistato un sistema GPS. Per quanto riguarda l’approccia alla preparazione atletica, il movimento armeno è molto legato al concetto di lavoro con palla, il mio arrivo ha portato all’inserimento di esercitazioni di forza e di prevenzione che in precedenza non era parte integrante del programma di allenamento settimanale.

È stato difficile integrarsi con lo staff tecnico? È così difficile come sembra La lingua armena?

Durante questo anno è mezzo ho lavorato con due staff diversi, il primo guidato da Armen Gyulbudaghyants armeno ora alla guida della nazionale ed il secondo da Andrey Talalaev russo che in passato aveva giocato in Italia al Treviso. L’approccio attuale è in linea con quello italiano e più in generale con il calcio europeo di élite. Mentre la linea di pensiero dello scorso staff armeno era meno legata al concetto di alta intensità e di lavoro fisico, il mister prediligeva lavoro tattico con palla e una accurata modulazione del carico settimanale.

La lingua Armena è sicuramente molto complessa, l’alfabeto è di 36 lettere e di difficile lettura, molto più facile districarsi imparando le basi della lingua russa che è parlato perfettamente da quasi tutta la popolazione. Più difficile invece comunicare utilizzando l’inglese, solo gli Under 30 lo parlano, ed in generale il livello non è molto alto (almeno per quanto riguarda le persone che lavorano nel calcio).

Qual è il giocatore con cui hai legato di più?

Difficile dire un nome solo, c’è ne sono diversi, in generale ho buoni rapporti con i giocatori più giovani con i quali riesco a comunicare al meglio utilizzando l’inglese, non restano le eccezioni come Artur Kartashyan difensore centrale di 22 anni (nel giro della nazionale) il quale fino a 5-6 mesi fa conosceva una parola d’inglese (ora molto meglio), ma con il quale ho un rapporto davvero cordiale.

Dopo molti anni sembrate nuovamente in lizza per lo scudetto: che aria respirate nello spogliatoio? Ci credete? È grazie alla nuova proprietà?

La nostra squadra è competitiva, il clima nello spogliatoio è positivo, vogliamo lottare fino in fondo per lo scudetto. In Armenia dato le sole 9 squadre, ogni partita e fondamentale, ed è facile tramite un pareggio perdere punti utili per rimanere in vetta. La squadra è stata acquistata un anno fa da Artur Sogomonyan, il presidente ha grandi ambizioni e stiamo investendo per crescere e rimanere ad alto livello per lungo tempo.

In Europa League avete raggiunto un risultato storico, sfiorando tra l’altro una grandiosa qualificazione al turno playoff, ma purtroppo il Maccabi vi ha rimontato. Avete un grande rimpianto o aspirate a fare di più la prossima stagione?

Onestamente è un grande rimpianto, ma anche un’esperienza che ci ha riempito di orgoglio. A mio modo di vedere anche se inaspettatamente, era l’anno buono per raggiungere il girone. Ovviamente sarebbe stato un miracolo, ma la squadra da affrontare dopo il Maccabi sarebbe stata la Norvegese Sarpsborg 08, squadra con un budget 3 volte il nostro, ma non impossibile da affrontare, se consideriamo che nell’ultimo turno di qualificazione era possibile incontrare il Bordeaux, il Lipsia, il Besiktas, il Celtic, il Siviglia e l’Atalanta.

Consiglieresti a pieno titolo di cambiare aria ed iniziare a lavorare in Armenia?

Un esperienza di lavoro all’estero, a mio avviso è sempre positiva. Nel mio caso è stato un ottima opportunità per mettermi in gioco e lavorare nel calcio professionistico, ovviamente il livello non è paragonabile con la Serie A italiana, ma la chance di giocare i preliminari di Champions o di Europa League è davvero stimolante. Inoltre per la formazione individuale credo che una esperienza al di fuori dei nostri confini valga il doppio, perché non ci si deve adattare solo ad un nuovo metodo di lavoro ma anche ad una cultura e lingua diversa.

Matteo Baltico
Amo il calcio e tutto ciò che concerne l'Est Europa, tanto che ho deciso di fondare questa pagina nel luglio del 2018. Amo parlare di questo tipo di calcio, ma adoro questo magnifico sport senza nè limiti e confini spaziando dal Laos sino a Cuba. Fin qua nulla di speciale, ma quanta gente conoscete che guarda il campionato kirghizo e tagiko? Ecco, ne avete trovato uno...
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