URSS

La prima squadra italiana in URSS: G.S. Bacigalupo

Il Gruppo Sportivo Valerio Bacigalupo venne fondato nel 1950 a circa un anno dalla tragedia di Superga in cui perì l’intera squadra del “Grande Torino”. Deve il suo nome al portiere di quel leggendario “undici” Valerio Bacigalupo appunto estremo difensore originario di Savona. La società diventò ben presto uno dei migliori settori giovanili del capoluogo torinese, secondo solo, negli anni ’60, ’70 ed ’80 a quelli di Torino e Juventus. Questa piccola società che ha come colori sociali il neroazzurro è ancora operante oggi ed ha un piccolo record cioè quello di essere la prima squadra dilettantistica italiana ad aver giocato in Unione Sovietica.

Era l’estate del 1967 quando il G.S. Valerio Bacigalupo si apprestava a partire per l’U.R.S.S. infatti grazie ai contatti della dirigenza neroazzurra con Ermanno Marchiaro presidente dell’UISP l’ente sportivo gestito dal Partito Comunista Italiano (P.C.I.) aveva ricevuto un invito per disputare tre partite amichevoli in terra sovietica. Il presidente dell’epoca Andrea Francone aveva deciso di inviare la prima squadra rinforzata da qualche buon elemento di altre società della zona. La comitiva neroazzurra partì, alla volta di Mosca, a fine Agosto con le valigie cariche di maglie di lana e giacconi pesanti in quanto tutti vedevano, in particolar modo le mogli, le madri e le fidanzate dei giocatori, lo stato dei Soviet come un posto freddo e lontano. In verità, nella capitale sovietica, i nerazzurri trovaro un clima caldo ed assolato. La mattina successiva il Bacigalupo partì dall’aeroporto di Mosca alla volta di Taskent la capitale dell’Uzbekistan ricevendo un accoglienza incredibile con tanto di banda e bandiere italiane a sventolare fiere insieme a quelle sovietiche. Il giorno dopo la squadra torinese scese in campo allo stadio Leninskiye contro una rappresantativa locale uscendo sconfitti per 3-0 ma ricevendo l’ovazione dei 20.000 presenti. A fine gara i ragazzi del presidente Francone vennero ricevuti dalle autorità locali che offrirono un sontuoso banchetti. Dove i presenti ricordano:” Il cibo era buonissimo, abbondante e la vodka scorreva a fiumi”

La mattina successiva i nerazzurri si spostarono a …. una ridente cittadina ai confini col Kirghizistan dove furono accolti da centinaia di persone e da un manifesto, scritto in italiano, recante la scritta “Benvenuti cari amici” venendo accolti nel teatro locale dove la banda esegue sia l’inno sovietico che quello italiano. Qui, davanti a 30.000 spettatori, i torinesi disputarono la seconda partita della loro tournée perdendo contro i locali per 4-1 davanti questa volta a 30.000 spettatori. Altri partecipanti ricordano:” Eravamo trattati come star, addirittura abbiamo firmato degli autografi e gli hotel erano di gran lusso…”

L’ultima partita il Bacigalupo la disputò a Bishkek(allora chiamata Frunze), capitale del Kirghistan dove al cospetto della squadra locale cedettero ancora il passo ma questa volta di misura infatti il finale fu di 2-1. Dopo l’ennesima dimostrazione d’affetto dei sovietici e l’ennesimo luculiano banchetto i giocatori del “Baci” tornarono a Mosca dove visitarono alcune fabbriche locali ed i principali monumenti cittadini scrivendo, prima di rientrare in patria, una pagina bellissima ed ahime poco nota del calcio dilettantistico italiano.

Le informazioni sono prese dal bellissimo libro dell’amico Tano Pizzuto “Storie da Baci e cuori da lupi”

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