Asia Centrale URSS Uzbekistan

La Superga Uzbeka: il grande Pakhtakor si fermò a Dniprodzerzhynsk

Di Stefano Terranova

Oleh Bazylevych è uno dei tecnici emergenti in quella Vysshaya Liga del 1979. Dopo esser stato la spalla in campo di un certo Valerij Lobanovskij nella Dinamo Kiev di Viktor Maslov, dal 1973 comincia la sua carriera da allenatore allo Shaktar Donetsk ed in seguito affiancando proprio Lobanovskij nella mitica Dinamo degli anni ’70. Con Lobanovskij raggiunge anche la panchina da vice allenatore nella sua prima avventura con la Nazionale sovietica nel 1976. La sua ascesa continua mettendosi in proprio, nella stagione 1977-1978 è sulla panchina della Dinamo Minsk e per la successiva accetta la sfida della Paktakor Tashkent.

I “cotonieri” uzbeki sono una delle compagini più giovani ed emergenti dell’intero panorama calcistico sovietico, i giovani uzbeki sono disponibili a farsi guidare da Oleh che da buon discepolo di Maslov li sottopone ad allenamenti massacranti pur di raggiungere un’eccellente forma fisica. In quella stagione i risultati sono ottimi, An, il regista, è ormai pronto per la titolarità nella nazionale sovietica. Con lui si segnalano Nilolai Kulikov, roccioso difensore, e gli attaccanti Fedotov e Makarov oltre al portiere Sergej Pokatilov. Addirittura la partenza è talmente lanciata che alla 18^ giornata gli uzbeki battono per 2 a 0 lo Zorya Voroshilovgrad proiettandosi all’8° posto a due punti dallo Zenit (settimo) e tre dalla Dinamo Minsk (sesta). La 19^ giornata vede in programma proprio lo scontro diretto contro i bielorussi della Dinamo, una partita fondamentale per i ragazzi di Basilevych che hanno intenzione di riscrivere le pagine del calcio uzbeko piazzandosi tra le prime sei del massimo campionato sovietico, eguagliando il miglior risultato conseguito finora nel 1962.

Oleh non può essere a Minsk a gudare i suoi ragazzi, perché ha già preso un congedo per poter visitare la figlia e il nipote a Sochi. Sì, può sembrare strano perché la partita è davvero molto importante, ma nel calcio sovietico e nella Vysshaya Liga la tensione è molto minore rispetto agli standard attuali. Basilevych non sa che il destino, sotto la forma di quel congedo, ha deciso di salvarlo da una tragedia.

La squadra parte e mai arriverà a Minsk, perché quell’11 agosto alle ore 14:00 il Topulev TU-134 della Airflot si scontrerà con un altro Topulev sui cieli di Dneprtrovoskij in Ucraina. Il bilancio della tragedia, annunciata dai giornali solo due giorni dopo, è gravissimo: ben 178 morti, tra i quali tutti i componenti del Pakhtakor. La cronaca sovietica, come detto, dà notizia della tragedia in ritardo indicando il punto preciso della collisione a 1300 km da Kuybyshev, sobborgo di Dniprodzeržyns’k (oggi Kam”jans’ke, Ucraina), in un punto in cui le rotte “normalmente di intersecano”. Le autorità addosseranno le responsabilità ai controllori del traffico aereo, condannandoli entrambi a 15 anni di colonia penale. Uno di loro sceglie la via del suicidio, mentre il secondo Sumskoj, liberato 6 anni dopo, rivela che le rotte erano state ridotte a causa del transito del Segretario generale del PCUS Breznev. La versione di Sumskoj viene subito smentita dalle autorità, tuttavia le carte delle indagini sono tuttora inaccessibili anche per i familiari delle vittime.

Le famiglie decisero di tumulare i pochi resti delle vittime in un’unica tomba, nel cimitero di Tashkent dove recentemente è stato costruito uno stupendo memoriale, inaugurato dai figli di An e Fedotov. Una statua, raffigurante il portiere Pokatilov, simboleggia l’intera squadra.

Il Pakhtator fu poi aiutato dalla Federazione con l’esenzione dalla retrocessione per tre stagioni, oltre a ricevere due componenti da tutte le squadre della Vysshaya Liga per terminare il campionato.

Quella Dinamo Minsk – Pakhtakor Tashkent si giocò poi il 26 ottobre del 1979 con una sconfitta: a bordo campo questa volta Basilevych c’era. Il risultato contò poco, come anche il piazzamento finale, l’ottavo posto. L’importante era onorare la maglia e la memoria delle vittime di Dneprtrovoskij, ieri come oggi.

Basilevych a fine stagione passò al CSKA Mosca, e da lì continuò una ricchissima e lunghissima carriera che lo porterà anche ad essere il primo commissario tecnico della neonata nazionale ucraina dal 1992 al 1994.

Tra i calciatori in prestito c’erano anche due ragazzi moscoviti, l’attaccante Andrei Yakubik e il portiere Alexander Yanovskij. Yanovskij e Yakubik da Tashkent non ripartìranno più e saranno loro, con gente come Gennadiy Denisov, Alexei Petrushin e Kostantin Novikov a completare l’opera dei ragazzi del ’79, a raggiungere quello storico e tanto agognato sesto posto nel 1982, davanti allo Zenit Leningrad, alla Torpedo, alla Dinamo Moskva e al CSKA.

One Reply to “La Superga Uzbeka: il grande Pakhtakor si fermò a Dniprodzerzhynsk

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *