Armenia Azerbaigian Caucaso

Il Qarabag ed il conflitto in Caucaso

Non siamo storici né giornalisti d’inchiesta ma a volte il grande calcio si incrocia con la politica e allora vale la pena porre l’attenzione su alcuni temi: senza pretendere di spiegare né di raccontare l’intera storia, ma rendendo chi ci segue cosciente di alcuni temi poco trattati da pagine più tradizionali.

Lo spunto è l’azione del drone che qualche mese fa ha sorvolato lo stadio Barthel in Lussemburgo durante Dudelange – Qarabag portante bandiera dell’Artsakh/Nagorno Karabakh. Vi dice qualcosa questo nome?
La regione, da cui la squadra azera prende il nome, è un territorio conteso tra Armenia e Azerbaigian. Anche se formalmente fa parte dell’Azerbaigian, nella realtà ha proclamato l’indipendenza ed è abitata da armeni. Lo stato Azero ovviamente non riconosce la sovranità dell’area in una situazione simile a quella tra Serbia e Kosovo (con la differenza che il Kosovo è riconosciuto da molti più Paesi tra cui la gran maggioranza dell’UE).

Il Qarabag, come chi conosce un po’ il calcio europeo ben sa, è la squadra di gran lunga più forte dell’Azerbaigian e gioca regolarmente Champions ed Europa League. Essa è stata fondata proprio nella regione contesa, ad Agdam, ai tempi dell’URSS. Nel 1993 è divampato però il conflitto e, una volta che gli armeni hanno preso il controllo di Agdam, la sede è stata spostata a Baku, capitale dell’Azerbaigian.

Come si può ben capire, l’esistenza stessa di una squadra azera di successo fondata e portante il nome di una regione contesa conferisce più credibilità e peso alle rivendicazioni del governo azero sull’area. Essa riceve quindi forti finanziamenti dallo Stato, i cui massimi proventi derivano dalla gestione delle ingenti risorse petrolifere.

Uno Stato è tale anche perché gli altri (e l’opinione pubblica) credono che sia tale. Per questo a parere nostro il Qarabag, finché al governo interesserà e finché l’area sarà contesa, continuerà a dominare il panorama sportivo della regione.

Andrea Giuseppe Tommasi
Appassionato di storia russa e di calcio, le competenze cultural-sportive di Andrea non si limitano solo all'Europa dell'Est ma spaziano dall'Eredivisie al campionato mongolo. Ora basta incensarmi però che è l'una di notte e sono ancora sveglio solo perché se no non digerisco la polenta.

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