Asia Centrale Uzbekistan

La grande beffa: l’Uzbekistan ed il Mondiale mancato

Oggi vogliamo raccontarvi una storia beffarda che coinvolge una delle nostre Nazionali preferite, l’Uzbekistan. La storia di come i centroasiatici mancarono l’accesso ai Mondiali 2006 in circostanze assurde.

Siamo nell’autunno 2005, e le qualificazioni stanno per finire. Tra i biancoblu e la Germania mancano solo due squadre: il Bahrain, con cui ci si giocherà un doppio spareggio asiatico, e la quarta del girone nordamericano, presumibilmente una tra Costa Rica, Guatemala e Trinidad e Tobago. Due turni non impossibili per una qualificazione che sarebbe la prima in assoluto.

A Tashkent davanti a 55.000 persone l’Uzbekistan passa in vantaggio. Tutto sembra in discesa e l’arbitro assegna un rigore ai padroni di casa. Al che durante la rincorsa un compagno di squadra entra in area: situazione che accade spessissimo e da regolamento viene punita con una ripetizione del rigore. Ma l’arbitro incredibilmente assegna una punizione al Bahrain. Un errore tecnico gravissimo riconosciuto anche dalla FIFA. Ma al termine della gara, terminata 1-0, lo stesso organismo decide per la ripetizione della partita e non, come chiesto dagli uzbeki, all’assegnazione della vittoria a tavolino.

Giusto? Sbagliato? Fatto sta che la partita viene in effetti ripetuta e l’Uzbekistan, che senza il gravissimo errore arbitrale avrebbe potuto ripetere il rigore e passare in vantaggio di due reti, si vede costretto a ripartire dallo zero a zero. E il replay non termina affatto come sperato: 1-1.

In Bahrain, qualche settimana più tardi, il ritorno termina 0-0 e per la regola delle reti in trasferta gli arabi accedono allo spareggio contro la quarta della CONCACAF, Trinidad e Tobago. Spareggio che perderanno, visto che in Germania ci finiranno Avery John e compagni, anche loro per la prima ed unica volta nella storia.

Andrea Giuseppe Tommasi
Appassionato di storia russa e di calcio, le competenze cultural-sportive di Andrea non si limitano solo all'Europa dell'Est ma spaziano dall'Eredivisie al campionato mongolo. Ora basta incensarmi però che è l'una di notte e sono ancora sveglio solo perché se no non digerisco la polenta.

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