Interviste

Interviste: Riccardo D’Agnese, collezionista di ricercatezza

Molti di noi sono collezionisti di maglie e cimeli: una passione che porta a compiere peripezie ed a contattare società e “addetti ai lavori” pur di aggiudicarsi un pezzo pregiato. Abbiamo intervistato oggi Riccardo d’Agnese, che è riuscito finora ad aggiudicarsi dei pezzi più unici che rari…

Ciao Riccardo, presentati brevemente e parlaci di come è nata la tua passione per le maglie.
Ciao Matteo e un saluto a tutti gli amici di Calcio Sovietico. Sono Riccardo D’Agnese, ho 29 anni, di professione sono biologo e da sempre ho questa passione per le maglie di calcio. Questa passione è nata nel 2002/2003, iniziando a desiderare le prime magliette che si vendevano nei negozi sportivi. Ricordo che rimasi affascinato dal tessuto e dalle cuciture che non avevano le classiche magliette delle bancarelle di paese, così venni accontentato nel 2004 quando mi regalarono la mia prima maglietta per il compleanno. Da lì, tra regali ed occasioni a buon prezzo ho iniziato ad accumulare maglie, ma non credevo che ciò si sarebbe trasformato in una vera collezione.

Quante maglie hai esattamente? E, di preciso, quante da nazioni (anche tra quelle non riconosciute) post-sovietiche?
Al momento posseggo circa 170 maglie, un numero neppure troppo grande per un collezionista che si rispetti, tuttavia sono un tipo che ricerca molto le maglie e cerco di prendere solo quelle che mi colpiscono davvero, per via dello stile, design, storia o per via di un calciatore. Tuttavia, da circa 8 anni ho deciso di intraprendere una strada tortuosa, ovvero quella abbinare la collezione di maglie davvero esotiche da paesi e posti sperduti nel mondo a quella di avere almeno una maglia di club da ogni campionato europeo, sia che si tratti di un campionato della Federazione UEFA, sia che sia sotto la CONIFA, sia che si tratti di un territorio il cui campionato non è affiliato a nessuno delle due federazioni. Sono prossimo alla fine, tuttavia prendere maglie di club da certi posti, soprattutto dell’est Europa non è facile. Chiaramente nella mia collezione ci sono diverse maglie post-sovietiche, tuttavia tutte europee: Russia, Kazakistan, Ucraina, Bielorussia, Estonia, Lettonia, Lituania, Moldavia, Armenia, Georgia, Azerbaigian, Artassia (Artsakh/Nagorno-Karabagh), Abcasia, Crimea.

Qual è la maglia a cui tieni di più? E contando solo quelle post-sovietiche?
Non esistono maglie a cui tengo di più, perché per me ognuna rappresenta una storia e spesso fatica. Però se ne devo dire qualcuna, direi quella dalla base antartica inglese Rothera (sì lo so che in Antartide non si gioca ufficialmente a pallone, ma i membri delle basi spesso si sfidano tra loro o contro i vari equipaggi durante il tempo libero e le partite sono anche sentite), quella dall’isola più remota al mondo, Tristan da Cunha, mentre tra le post sovietiche direi quella della Dinamo Tbilisi, perché per averla come desideravo ho fatto davvero i salti mortali. C’è da dire che di mio, per una mia politica da collezionista, non acquisto su eBay o sui siti che vendono maglie, ma le prendo direttamente o dagli store ufficiali, o dai club o magari dai giocatori.

Per quel che riguarda la maglia più difficile da ottenere, qual è stata?
La maglia più difficile da ottenere è sempre quella che deve arrivare, nel senso che ogni volta è una fatica soprattutto quando si volge lo sguardo ad Est. Però tra quelle attuali, ho fatto molta fatica per quella dall’Antartide e anche quella da Cipro del Nord.

Qualche reperto della collezione: Maglia e sciarpa dello Skonto Riga, sciarpa del Flora Tallinn.

Ci sono dei campionati che segui particolarmente tra quelli post-sovietici? In condizioni di normalità si intende….
Sono appassionato di calcio in generale, però sì seguo anche le vicissitudini dei campionati post-sovietici. Mi ha sempre affascinato quello dell’Uzbekistan da quando Rivaldo andò al Budyoknor, ma anche quello lettone quando c’era lo Skonto Riga. I campionati baltici in generale sono quelli che mi affascinano di più.

Cosa ne pensi della scelta del campionato bielorusso di continuare a giocare?
Riguardo la scelta della Bielorussia, la trovo piuttosto scellerata. Tuttavia avranno colto la palla al balzo per essere l’unico campionato europeo ancora attivo e quindi la risonanza che sta avendo la cosa li spinge ad andare avanti, tuttavia ritengo che la cosa sia sbagliata perché i soldi vengono sempre dopo la salute dei giocatori, dello staff e ovviamente di tutti i tifosi.

Ai numerosi membri della community di Calcio Sovietico, che approfittiamo per ringraziare del sostegno, che vorresti dire quando dicono che è dura trovare magliette delle nostre squadre? Riesci a rivelare qualche trucco del mestiere? Insomma, tu sei riuscito a prenderne davvero da ogni parte del mondo…
Dico loro che hanno ragione, trovare maglie dai campionati post-sovietici è impresa ardua, ma ormai il mercato delle maglie è diventato talmente mainstream che anche da certe zone inizia a diventare più facile arrivare a certe maglie, soprattutto delle squadre più blasonate. Tuttavia, io faccio molta ricerca, cerco di contattare sempre il club, eventuali giocatori, membri della società o chiunque possa essere magari vicino a quella squadra per farsi dare una maglia. Non sempre è facile, tante volte le risposte non arrivano, certe volte rispondono dopo tempo e solo in cirillico o nella loro lingua, tuttavia la passione e la ricerca costante sono sempre il giusto mix per arrivare anche a maglie di squadre improbabili o estremamente difficili.

Ci fai un elenco delle varie maglie post-sovietiche, se possibile indicando anche il campionato in cui giocano?
Riguardo le mie maglie post-sovietiche, nella mia collezione ci sono queste (la maggior parte sono da store):
– Dynamo Brest (third 2019, Milevskiy n.10)
– Dinamo Mosca (home 2019, Panchenko n.8
– Lernayin Artsakh (Artassia, home 2019, Chilingaryan n.15)
– Lokomotiv Mosca (home 2018, Smolov n.9)
– Dinamo Sukhum (home 2018, Gudzhba n.99)
– Kairat Almaty (away 2018, Arshavin n.28)
– Ararat Erevan (away 2018, Nranyan n.9)
– Ocean Kerch (Crimea, away 2017, n. 20)
– Dinamo Tbilisi (home 2017, Kiteishvili n.8
– FBK Kaunas (away, 2017, Vaitekaitis n. 87)
– Neftchi Baku (home 2017, Folprecht n.8
– Riga FC (away 2017, Laizans n. 14)
– Sheriff Tiraspol (home 2016/17, Subotic n. 31)
– Ventspils (home 2015, Zigajevs n.10)
– Bate Borisov (away 2015, Hleb n.81)
– Dinamo Kiev (home 2013/14, Yarmolenko n.10)
– Dinamo Minsk (away 2014, Dja Djedje n.9)
– Nomme Kalju (home 2014, Voskoboinikov n.23)
– Skonto Riga (home 2013/14, Karasausks n.25)
– Flora Tallinn (home 2014, Prosa n.99)
– Dnipro Dnipropetrovsk (away 2011/12, Konoplyanka n.10)

Matteo Baltico
Amo il calcio e tutto ciò che concerne l'Est Europa, tanto che ho deciso di fondare questa pagina nel luglio del 2018. Amo parlare di questo tipo di calcio, ma adoro questo magnifico sport senza nè limiti e confini spaziando dal Laos sino a Cuba. Fin qua nulla di speciale, ma quanta gente conoscete che guarda il campionato kirghizo e tagiko? Ecco, ne avete trovato uno...
https://www.facebook.com/matteo.baltico.5?ref=bookmarks

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *