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Kolos Kovalivka, il paesino che ha scalato le gerarchie ucraine

Di Vladimir Borysov

Se tra i professionisti del calcio ucraino sentiamo spesso di storiche compagini che falliscono come il Dnipro, recente finalista di Euro-League o il Metalist Kharkiv, che negli ultimi anni di esistenza schierava il Papu Gomez titolare, ci sono varie realtà che emergono a dispetto dello scarso bacino d’utenza e la quasi totale assenza di storia calcistica.

Varie piccole realtà, come il Desna per esempio, che combatte per un posto in Europa durante le fasi finali del campionato di quest’anno, oppure l’Oleksandriya, che l’Europa l’ha assaggiata di già.

Tra tutte queste il nome che più suscita curiosità è quello del Kolos Kovalivka.

Kovalivka è un villaggio di circa 1500 abitanti nell’oblast di Kiev, e fino a poco tempo fa la squadra locale giocava le partite di casa allo stadio in loco, il “Kolos”. Definirlo stadio è tanto, perché la capienza totale risulta essere di 1850 persone, con posti a sedere che in realtà sono pochissimi, solo una tribuna scoperta che conta a stento una cinquantina di posti.

Ci giocava fino a poco tempo fa appunto, perché adesso per ovvi motivi gioca le sue partite all’Obolon Arena di Kiev.

Ma com’è possibile che una squadra nata soltanto nel 2012, sia già in Premier League a combattere con le grandi storiche del campionato?

Il Kolos Kovalivka nasce nel 2012, e si iscrive subito nel campionato regionale della oblast di Kiev, una sorta di livello amatoriale. Nei tre anni di militanza in questa categoria, la squadra totalizza numeri straordinari: 82 partite, di cui 69 vittorie, 4 pareggi e 9 sconfitte, e 264 goal segnati contro i soli 49 subiti. Per il calcio amatoriale è troppo, e se ne accorse Ruslan Kostyshin, che dopo aver vinto l’ennesimo torneo (si trattava del “memoriale” dedicato a Oleg Makarov, mai dimenticato astronauta di epoca sovietica), annunciò a tutti che la squadra si sarebbe iscritta al professionismo.

L’esordio in Druha Liga (serie C ucraina) avviene nel giugno 2015, allo “stadio Kolos” è ospite l’Arsenal di Bilozerkviye, i padroni di casa vincono 2 a 0 nel loro primo match professionistico ufficiale, il primo goal della loro storia apparterrà da quel momento ad Oleg Bondarenko, che ancora gioca nel club.

A fine anno arriva anche la storica promozione in “Persha Liga”; il mister, Kostyshin, viene eletto allenatore dell’anno, mentre il bomber Bondarenko giocatore dell’anno. A Kovalivka fanno sul serio.

Alla prima stagione in seconda serie il Kolos si classifica in quinta posizione su 18 partecipanti, e per un paesino di 1500 anime, fino a pochi anni prima, tutto ciò era impensabile. Ma è nella stagione successiva che avviene qualcosa di davvero incredibile, e c’entrano ancora i numeri, straordinari: 54 punti, 15 vittorie, 9 pareggi e 4 sconfitte valgono il secondo posto, dietro al Dnipro-1, altra squadra con una storia da raccontare. Il secondo posto in seconda divisione equivaleva allora ai play-off, da giocarsi contro la squadra che doveva salvarsi dalla Premier League, si trattava del Chernomorets Odessa, alle prese con l’inizio della propria caduta. L’andata sulla riva del Mar Nero fa ben sperare, pareggio 0 a 0, mentre al ritorno i bianconeri si impongono per due a zero. Vuol dire promozione, vuol dire Premier League, vuol dire centro abitato più piccolo di sempre in massima serie: persino nell’intero continente sono pochissime le squadre che provengono da realtà così piccole ad aver militato il massima serie, e forse Kovalivka è stata superata solo da Nieciecza che con 750 abitanti schierava un paio d’anni fa una squadra nel campionato di prima divisione polacco.

L’artefice di tutto questo è sicuramente lo storico allenatore Kostyshin, che ha avuto il coraggio di credere in un progetto su cui nessuno probabilmente avrebbe scommesso. Il suo 4-2-3-1 gira molto bene, con il vetarano Lysenko unica punta che sta figurando molto bene quest’anno. Degno di nota anche il centrocampista Smirniy: 21 anni, numero 8 sulle spalle, tutt’altro che il classico centrocampista “smista palloni”: 5 goal finora, più degli attaccanti presi singolarmente.

La loro favola continuerà anche in Europa? Sarebbe il coronamento di una storia che tutti vorremmo leggere più spesso, a discapito della guerra che imperversa per il paese e dei fallimenti dei grandi club.

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