Asia Centrale Turkmenistan

ESCLUSIVA CS: con noi Didar Durdyýew, centravanti del TURKMENISTAN!

Il Turkmenistan è il Paese meno conosciuto calcisticamente e culturalmente tra quelli dell’ex URSS. Quasi nessuno nel Paese ha internet e avere notizie sul calcio locale è una vera impresa. Nonostante ciò abbiamo avuto il privilegio di parlare con Didar Durdyýew, poco noto al di fuori del Paese ma professionista di livello che di mestiere fa la punta della Nazionale!
Il fatto che si sia appena trasferito in Uzbekistan ha di molto facilitato il contattarlo…

Doveroso è, prima di farvi leggere l’intervista, spendere due parole su Didar e sulla sua carriera. Durdyýew è un figlio d’arte: suo padre Gurbangeldi, infatti, era uno dei simboli della Nazionale turkmena degli anni ’90 e del Kopetdag Ashgabat che al tempo dominava il campionato locale.

Didar, classe 1993, è sulla buona strada per diventare uno dei giocatori turkmeni più forti di sempre. Cresciuto a pane e calcio, crebbe nell’FC Ashgabat, ultima squadra del padre, facendosi subito notare come uno dei calciatori più importanti del Paese e venendo contattato da diverse squadre di livello: le aspettative per ora sono state mantenute.

Per farvi capire la sua grandezza nel contesto turkmeno, basti ricordare che ha vinto ben diversi campionati con l’Altyn Asyr ed ha conquistato più volte la classifica cannonieri con due squadre diverse: oltre che con il Secolo d’Oro (“Altyn Asyr” in italiano) anche con l’Ahal, diretta concorrente.

Altyn Asyr campione nel 2014

Anche se il Turkmenistan è un Paese che esporta pochissimi calciatori un talento del genere non poteva rimanere indifferente alle attenzioni ed alle richieste di altre squadre centroasiatiche provenienti da Paesi con molta più tradizione: da questo campionato si è così trasferito al Mash’al Mubarek in Uzbekistan. A causa della pandemia ha finora potuto giocare solo qualche spezzone di gara prima della pausa: con il campionato che inizia a breve non vediamo tuttavia l’ora di vederlo all’opera!

Buongiorno, Didar. Hai 26 anni, nel pieno della carriera ha compiuto il grande passo trasferendoti dal campionato turkmeno a quello uzbeko. Ne sei soddisfatto?

Decisamente! Il livello tecnico del campionato uzbeko è assai superiore a quello del torneo turkmeno ed è una grande occasione per me.

Hai giocato negli Altyn Asyr e negli Ahal, le due migliori squadre del Turkmenistan. Qual è la migliore secondo te? Perché? Dove hai preferito giocare?
Non posso dire che questa o quella squadra sia migliore dell’altra. Sono entrambe molto competitive. Inoltre ho molti amici in ognuna di esse e non vorrei fare un torto a nessuno, quindi davvero non posso fare una scelta.

Negli anni 90 tuo padre Gurbangeldi ha giocato al Kopetdag e al Nisa, anch’esse nell’élite del campionato turkmeno. Una famiglia di sportivi! Cosa ricordi di queste squadre? Sei andato allo stadio per vedere tuo padre giocare?
Sì, fin dalla prima infanzia, mio ​​padre mi ha sempre portato con sé agli allenamenti ed alle partite: ciò mi ha influenzato molto. Per questo ho avuto sempre il sogno di diventare un calciatore di buon livello e di giocare nella nazionale turkmena e questo felicemente si è avverato.

Parliamo appunto della Nazionale turkmena. Hai ottenuto 14 presenze finora…ed avrai modo di rappresentare il tuo Paese molte altre volte…
Sì, certo, vorrei continuare a difendere l’onore della mia patria il più a lungo possibile. Questa è una sensazione indescrivibile: vedere i tuoi concittadini allo stadio, tutto pieno, cantare l’inno nazionale e tifare per la nazionale. Te lo assicuro, è davvero una sensazione bellissima, non c’è nulla di paragonabile a ciò.

Chi è stato secondo te il miglior giocatore nella storia del Turkmenistan inclusa l’era sovietica?
Sarò di parte, ma considero mio padre il migliore: è il mio idolo sia nel calcio che nella vita.

Qual è la migliore squadra nella storia del Turkmenistan inclusa l’era sovietica? Perché?
Credo che la migliore squadra della storia non sia l’Altyn Asyr, la migliore del momento, ma il Kopetdag Ashgabat, anche se devo ammettere che anche qui sono di parte: andavo a vederci mio padre giocare…

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