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Se non puoi battere il nemico, unisciti a lui! La Dinamo Kiev sceglie Lucescu

“Cos’è diventato il calcio? Una giungla?” urla all’improvviso il coinquilino brasiliano dal salotto mentre sono seduto in camera al PC. Evidentemente l’ho educato bene nei mesi scorsi. – “Si, proprio una giungla: non ci crederai, ma Mircea Lucescu è appena stato nominato allenatore della Dinamo Kiev” gli rispondo, visto che, alquanto stupito, stavo proprio leggendo la notizia del trasferimento.

E la notizia non è certo di quelle che si leggono tutti i giorni: Mircea Lucescu infatti è sbarcato a Kiev per rivitalizzare una squadra al cui declino ha contribuito lui stesso. Non in maniera diretta ma portando lo Shakhtar Donetsk, la rivale di sempre, a dominare il calcio ucraino spodestando la squadra della capitale.

È una scelta che fa discutere. Il romeno ha alle spalle ben 40 anni di esperienza da allenatore ed ha costruito la propria leggenda nella regione del Donbass, dove ha lavorato tra il 2004 ed il 2016. Lo Shakhtar di ora e dell’ultimo decennio che domina i campionati, lo Shakhtar dei brasiliani e della fantasia in attacco, lo Shakhtar dei fenomeni rivenduti a peso d’oro (Douglas Costa, Fernandinho e Willian tra gli altri) è opera sua.

Prima del 2004, infatti, gli arancioneri non avevano in rosa quasi nessun sudamericano e la Dinamo Kiev vinceva costantemente i trofei domestici; ma Mircea, che parla fluentemente il portoghese ed è sempre stato un estimatore del calcio verdeoro, convinse la società ad investire molto in un sistema di scouting che permise di portare in Ucraina molti tra i migliori talenti brasiliani pagando per i cartellini cifre contenute.

Il sistema funzionò e funziona, visto che le scelte degli osservatori si rivelarono nel tempo quasi sempre azzeccate. Oltre a portare in bacheca molti trofei, tra cui la Coppa UEFA 2009, il club fece cassa vendendo ai migliori acquirenti giocatori troppo grandi per il contesto locale, tra cui quelli citati.

Il risultato? Se fino al 2004 gli scudetti vinti furono 11-1 per la Dinamo, da quell’anno in poi sono stati 12-4 per lo Shakhtar. Un’inversione totale di tendenza che va cambiata…e per farlo, avranno pensato i dirigenti della capitale, c’è bisogno proprio di Mircea. “Se non puoi battere il nemico, unisciti a lui” recita il proverbio. Chissà se a 75 anni saprà ancora stupire…noi di sicuro gli facciamo gli auguri.

Andrea Giuseppe Tommasi
Appassionato di storia russa e di calcio, le competenze cultural-sportive di Andrea non si limitano solo all'Europa dell'Est ma spaziano dall'Eredivisie al campionato mongolo. Ora basta incensarmi però che è l'una di notte e sono ancora sveglio solo perché se no non digerisco la polenta.

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