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Calcio armeno ed Italia: intervista all’allenatore e commentatore Hayk Hovhannisyan

Buongiorno, Hayk. Lei parla bene l’italiano. Dove lo ha imparato?

Nel 2014 sono dovuto partire per l’Italia. A Yerevan avevo seguito 12 lezioni individuali, poi all’Università per Stranieri di Perugia ho approfondito nelle caratteristiche della vostra meravigliosa lingua. Il vocabolario calcistico l’ho imparato grazie all’A.C. Perugia che mi ha dato la possibilità di fare il viceallenatore dei Giovanissimi Nazionali.

Inoltre devo sottolineare l’opportunità di lavorare con il preparatore atletico Ciro Hosseini presso l’F.C. Pyunik.

Conosce quindi bene il calcio italiano. È molto popolare in Armenia?

Si. I due Paesi sono amici anche storicamente. Il grande terremoto armeno del 1988 ha rafforzato questo rapporto visto che gli italiani furono i primi a dare una mano, ma le relazioni tra noi e voi risalgono addirittura all’antica Roma. Il calcio italiano comunque è trasmesso dai primi anni 2000, assieme alla Champions League. Il calcio italiano tuttavia compete con quello spagnolo: Barcellona e Real Madrid hanno molta più influenza tra i giovani grazie anche al maggior uso dei social, strumento meno sfruttato dalle squadre italiane.

Secondo lei il calcio armeno si sta sviluppando negli ultimi anni o piuttosto è fermo? Stanno entrando nuovi capitali (vedi Ararat, FC Noah) ma questo non significa necessariamente che il livello si alzi…

Nel calcio armeno ci sono sicuramente molte nuove idee, anche se devono essere messe in pratica. Nuove idee che possano dare origine a progetti duraturi. Noah e Ararat Armenia sono squadre ambiziose, hanno l’obiettivo di rimanere sempre al vertice. Inoltre c’è l’FC Van, che ha portato il calcio nella città di Charentsavan.

La Nazionale ha assunto un nuovo allenatore, Joaquin Caparros, un allenatore spagnolo con esperienza trentennale su panchine molto prestigiose in Liga quali Siviglia e Athletic. Anche lo staff tecnico della federazione è spagnolo, ed è guidato dal direttore tecnico Ginés Meléndez che tanto bene ha fatto con le nazionali giovanili spagnole. L’anno scorso l’Armenia ha ospitato la finale europea Under 19; la Federazione inoltre sta costruendo 300 campi di 20X40 m in tutta la Repubblica, di cui 51 sono stati completati.

Se prendiamo il livello del campionato, sì, cresce. Ciò è dimostrato dagli ultimi risultati europei di Ararat-Armenia, Pyunik, Alashkert. Ma questo è dovuto al fatto che molti giocatori stranieri sono stati ingaggiati di recente, non di per sé ad una crescita locale. Il limite di utilizzo per gli stranieri aumenta ogni anno. Sono auspicabili ancora maggiori investimenti nelle scuole, e non solo nelle prime squadre.

In Nazionale stanno per esordire diversi giocatori della massima serie russa con cui contiamo di vincere il prossimo gruppo di Nations League, che comprende anche Macedonia del Nord, Georgia ed Estonia.

Tra le squadre armene ed italiane (magari di Serie B o C) esiste qualche rapporto?

Per quanto ne so, non molti. Non vengono organizzate amichevoli tra squadre dei due Paesi, anche se nel 2016 e nel 2018 sono state giocate due partite celebrative da tanti veterani della Serie A in cui la mia società di quel periodo, il Pyunik, ha fatto da organizzatore. Qualora ce ne fosse l’opportunità, però, sarei ben disponibile a fare da ponte ed a lavorare in questo ambito.

Quali sono le difficoltà più grandi che il movimento calcistico armeno deve affrontare per crescere?

L’approccio scientifico al calcio qui è molto scarso, ed è una vergogna. La scienza permea tutti gli aspetti della vita e della società, ed è impensabile che non si presti più attenzione alla biochimica, alla fisiologia ed a tutti gli aspetti correlati.

Chi è secondo lei il maggior giovane talento armeno che gioca ancora nel vostro campionato?

Il centravanti Levon Vardanyan (classe 2003) che gioca nel Pyunik. È esplosivo, ha capacità di scatto ed accelerazione, protegge bene il pallone, forte nell’uno contro uno.

Levon al momento della firma con il Pyunik

Qual è la squadra italiana preferita dai suoi connazionali? Forse in questo momento la Roma?

Se escludiamo il fattore Mkhitaryan i tifosi si suddividono tra Juventus, Milan e Inter. Tuttavia ci sono addirittura degli appassionati che vanno all’Olimpico di Roma per sostenere le squadre della capitale. Inoltre il gioco dell’Atalanta piace a molti fuori dall’Italia e molti armeni non fanno eccezione. Io stesso, anche se non sono un loro tifoso, vorrei vederli alzare la Champions League.

Passiamo infine alla Francia, il Paese europeo con cui forse l’Armenia ha più legami. Lì vivono moltissimi vostri connazionali ed i due movimenti sono da sempre legati. È ancora così?

Il vice sindaco de Décines (Rodano-Alpi) Denis Djorkaeff (fratello di Youri, campione del mondo) è recentemente diventato consigliere del presidente della federazione armena di calcio su questioni internazionali. Denis è intervenuto anche al campionato europeo CONIFA 2019 per le Nazioni non riconosciute in Artsakh sottolineando l’importanza che quest’ultima entità venga riconosciuta. Inoltre è recentemente deceduto Albert Arstanyan, un grande rappresentante della comunità armena in Francia. Non si dimentichi che nel 1998 due armeni hanno sollevato la Coppa del Mondo con la Francia: Youri Djorkaeff ed Alain Boghossian.

Andrea Giuseppe Tommasi
Appassionato di storia russa e di calcio, le competenze cultural-sportive di Andrea non si limitano solo all'Europa dell'Est ma spaziano dall'Eredivisie al campionato mongolo. Ora basta incensarmi però che è l'una di notte e sono ancora sveglio solo perché se no non digerisco la polenta.

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