Azerbaigian Caucaso Interviste

Riparte da Azero: la sfida di Gianni De Biasi dalle rive del Mar Caspio

Allenatore di successo in Italia, ha conosciuto la gloria sportiva in Albania portandola per la prima volta nella sua storia agli Europei. Nel 2020 Gianni De Biasi si è rimesso in gioco decidendo di guidare una Nazionale forse povera quanto a talento e storia, ma dalle grandi potenzialità: l’Azerbaigian! Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo.

La sua esperienza da CT dell’Azerbaigian è iniziata solo da sei mesi e si spera che sia di successo. Vede delle similarità tra la sua esperienza a Baku e l’esperienza albanese per come era agli inizi?

Certo per come erano i presupposti con la Nazionale albanese, credo che nessuno immaginasse di arrivare dove poi siamo arrivati… Con la Nazionale azera sto cercando di costruire una nuova mentalità ed un approccio diverso alle competizioni internazionali. 

Lei ha allenato grandi campioni, primo tra tutti Baggio. Vede qualche giovane azero di grande talento che può essere importante per la Nazionale negli anni a venire e che può imporsi nei grandi campionati?

Al momento non vedo talenti del livello di Roby Baggio, e credo ce ne siano pochissimi al mondo, ci sono dei buoni giocatori che se credono di più nel gioco collettivo possono contribuire a far diventare l’Azerbaijan, una squadra di buon livello, e mettere in evidenza le qualità dei singoli.

Qual è la cosa che più l’ha colpita allenando in Azerbaigian?

Ci sono strutture di ottimo livello, con possibilità di programmare un buon lavoro. Dobbiamo cercare di crescere a livello di settore giovanile, allargando la base dei praticanti, organizzando dei centri di addestrando federali che propongano un programma di lavoro mirato alla crescita tecnica e tattica dei ragazzi.

Tra Azerbaigian e Albania sa dirci due cose che ha imparato e che si sono aggiunte al suo bagaglio professionale grazie proprio a queste esperienze?

Al di là dei valori tecnici assoluti, c’è da lavorare sulla mentalità! Il lavoro di tutti i giorni ci deve dare sicurezza e non possiamo accontentarci di qualche risultato. La costanza e l’applicazione quotidiana debbono essere alla base della nostra crescita costante. 

Se non è indiscreto, quando e come ha ricevuto la prima proposta dall’Azerbaigian? All’inizio ha avuto dei dubbi che poi si sono dissipati o le è sembrata subito una buona opportunità?

Con la Federazione Azera c’era stato un incontro già nel 2014 se non ricordo male. Quello decisivo è stato credo, nei primi mesi del 2020 per poi concludersi dopo il lockdown a luglio 2020, con l’accordo raggiunto dal mio agente con il dott. Mammadov Segretario generale della Federazione azera. 

C’è interesse nei confronti del calcio italiano in Azerbaigian o la gente segue più la Premier e la Bundesliga?

Il nostro calcio è molto seguito qui in Azerbaijan, tantissimi tifano per le nostre squadre, tra le persone che conosco molti tifano Juve Milan Inter e Roma…

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Il gruppo di qualificazione ai Mondiali la vede contro Portogallo, Irlanda, Serbia e Lussemburgo. Con un quarto posto sarebbe soddisfatto vista la qualità maggiore di Portogallo, Irlanda e Serbia?

Partiamo come quinta forza del nostro gruppo, però io non mi accontento del quarto posto! Dobbiamo provare a sovvertire il pronostico che ci vede sfavoriti! Confido molto nella voglia di far vedere che siamo una squadra con la determinazione e l’intelligenza per giocarci tutte le nostre possibilità…

© Calcio Sovietico

Si ringrazia oltre a Gianni il suo collaboratore Simone Manicardi che ci ha aiutato in questa intervista.

Andrea Giuseppe Tommasi
Appassionato di storia russa e di calcio, le competenze cultural-sportive di Andrea non si limitano solo all'Europa dell'Est ma spaziano dall'Eredivisie al campionato mongolo. Ora basta incensarmi però che è l'una di notte e sono ancora sveglio solo perché se no non digerisco la polenta.

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